Designed by Quema Labs

Sten Soderberg – Hammarskjöld: Una Biografia Illustrata

Translated from HAMMARSKJOLD, first published in English by Thames & Hudson Ltd © 1962 Thames & Hudson Ltd, London. All rights reserved. Traduzione italiana del testo […]

La nomina a Segretario generale

Tryvge Lie. Il 9 aprile 1953 all’aeroporto di New York, Trivge Lie, suo predecessore, diede il benvenuto a Dag Hammarskjöld con queste parole: “Stai per […]

Primi passi come Segretario generale

A New York Le prime parole che rivolse ai funzionari nel palazzo delle Nazioni Unite a Manhattan, che era stato appena finito e dove al […]

La Filosofia del Segretario Generale

La Filosofia di un Segretario generale L’artista Bo Beskow ha pubblicato alcune lettere di Hammarskjöld. In una lettera datata 12 novembre 1955 scriveva: “Dov’è il […]

La Famiglia

La famiglia Il padre di Dag era a capo di uno dei più antichi gruppi familiari svedesi, che si era formato nel 1611. La sua […]

La Madre e la Fanciullezza

Sua madre Il rapporto tra Dag e sua madre Agnes fu profondo e felice. Si disse che dopo Dio essa lo adorasse sopra ogni cosa. […]

Gli studi

L’esame per l’Università Nel 1923 quando aveva diciassette anni Dag sostenne l’esame e passò all’università. Quando il padre conobbe il risultato, corrugò il naso e […]

Il primo incarico e la filosofia del civil servant

La Commissione per la disoccupazione La Commissione per la disoccupazione non ebbe mai un qualche significato pratico. Gli eventi la superarono. Il report della commissione […]

L’OEEC a Parigi

Ministro senza portafoglio L’articolo era apparso in Tiden quando aveva prestato giuramento come Ministro senza portafoglio diventando il sedicesimo membro del Gabinetto con l’incarico  di […]

La fotografia e gli interessi letterari

La fotografia Hammarskjöld si ristabiliva all’aria aperta, in bicicletta o scalando  le montagne. Quando era un ragazzo il suo amore per la natura si manifestava […]

La Cina e Suez

Cina Alla fine del 1954 l’Assemblea generale chiese al Segretario generale di provare ad ottenere il rilascio di undici aviatori americani che la Cina comunista […]

La rielezione

La rielezione Queste due crisi lo misero così in conflitto con tre dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza che, tuttavia nel settembre 1957, all’unanimità […]

Il Nepal e l’Himalaya

Invito dal Nepal Nella primavera del 1960 il re Mahendra e la regina Ratna del Nepal incontrarono il Segretario generale a New York e lo […]

La stanza di meditazione

La Stanza di meditazione Poiché credeva  che tutti coloro che lavoravano alle Nazioni Unite e che tenevano il destino dei popoli nelle loro mani, avessero […]

Il suo credo

L’ammirazione per Schweitzer Che cosa era la forza che lo guidava? Nell’articolo che scrisse per Tiden nel 1951 faceva riferimento al pensiero di Albert Schweitzer […]

L’indipendenza del Congo e Lumumba

L’Africa Fin dal primo momento in cui aveva assunto l’incarico Hammarskjöld era consapevole che i problemi africani richiedessero un’attenta osservazione. Il fatto che, mentre nel […]

La situazione in Congo precipita

Lumumba diventa autoritario Lumumba era scontento, anzi furente. Voleva che le truppe delle Nazioni Unite venissero messe a sua disposizione. Hammarskjöld tentò di vederlo il […]

L’ultimo tentativo di negoziare

La fiducia delle Nazioni Unite per Hammaskjöld Fu presentata una risoluzione per chiedere le sue dimissioni e per il disimpegno  dal Congo delle Nazioni Unite, […]

Le onoranze funebri e il premio Nobel

La reazione del mondo                   La reazione del mondo, eccetto quei paesi che avevano duramente contrastato Hammarskjöld, fu di shock e di dolore, insieme  a […]

Cronologia

1905. Dag Hjalmar Agne Hammarskjöld nasce il 29 luglio a Jönköping, il quarto e più giovane figlio dell’allora presidente del Gota Court of Appeal, Hjalmar […]

Note su Personaggi e Istituzioni citate

AdoulaCyrille (Léopoldville, 13 settembre 1921 – Losanna, 24 maggio 1978). Primo mini- stro della Repubblica Democratica del Congo dall’agosto 1961 al giugno 1964. Il 5 ottobre 1958 fondò il Movimento Nazionale Congolese insieme a Joseph Ileo e a Patrice Lumumba, ma si […]

La Madre e la Fanciullezza

Sua madre

Il rapporto tra Dag e sua madre Agnes fu profondo e felice. Si disse che dopo Dio essa lo adorasse sopra ogni cosa. Dag era il più giovane ed ella lo aveva sempre con sé, dal momento che  suo marito era occupato dai suoi doveri pubblici e gli altri suoi figli avevano già abbandonato il nido. Ogni domenica la accompagnava in chiesa, aspettava pazientemente  che essa chiacchierasse con gli amici o i conoscenti che incontrava per caso nella strada, fosse il suo cosiddetto gemello – poiché erano nati nello stesso giorno – l’arcivescovo Natham Söderblom, o un povero calzolaio che aveva precedentemente salvato dalla bancarotta.

Il discorso di Dag all’Accademia in memoria di suo padre fu pronunciato con un tono di voce molto neutro, sorprendentemente quasi impersonale. Era la fredda obbiettività dello storico, ma il tono cambiò in modo impressionante quando cominciò a parlare di sua madre:

“ In sua moglie trovò fedeltà agli ideali personali forti e risoluti come i propri. Per il resto Agnes Almquist era molto diversa da lui. Ella aveva una visione democratica dell’umanità, evangelica se volete; era aperta alla vita come una bambina e possedeva un antirazionalismo con calde correnti sotterranee di sentimento, tutte caratteristiche della sua famiglia che erano emerse con forza nel fratellastro di suo padre, in cui queste ebbero gli inquietanti ipertoni del genio. Con queste qualità e una generosità innata nei confronti di  quelli di casa e degli estranei verso i quali quelle doti la spingevano, ella portò alla vita di Hjalmar Hammarskjöld degli aspetti molto importanti per capire la sua successiva evoluzione.”

Dag era il più giovane dei quattro figli. Il fratello più grande Bo era nato nel 1891 e più tardi divenne governatore del Södermanland; il secondo, Äke, nato nel 1893 divenne Segretario generale dell’Alta Corte; poi Sten nato nel 1900, fu giornalista e novellista, poi funzionario pubblico, ma si ritirò presto per motivi di salute.

Agnes aveva quasi quarant’ anni quando aspettava il suo quarto figlio. Avendo tre figli di quattordici, dodici e cinque anni era naturale che volesse una bambina, ma così non fu. Tuttavia, Dag, nato il 29 luglio del 1905, diede a sua madre tutto ciò che una madre può desiderare. Assieme al terzogenito Sten, ammalato per lunghi periodi, fu la  gioia e il  conforto della sua vecchiaia.

Un tempo nelle famiglie numerose vi era usualmente una figlia, la figlia “sostegno della casa” che rimaneva con lo scopo di occuparsi dei genitori. Quando tutti gli altri figli andavano via, ella rimaneva, forse per necessità, poiché non si era maritata, forse per il senso del dovere o per il fatto di voler rimanere libera. Spesso era disprezzata, dimenticata e mai riceveva una parola di ringraziamento da nessuno.


L’attaccamento  alla famiglia

Questo è il ritratto di Dag che una volta fece uno dei più vecchi amici e ammiratori. “Dag, disse, era la figlia sostegno della casa della famiglia Hammarskjöld. La cosa fantastica è che allo stesso tempo era un ragazzo come gli altri, passava gli esami brillantemente  e fece una grande carriera.”

Dag visse con la madre fino alla sua morte nel 1940. Ella godette di lui per trentacinque anni, influenzò il suo sviluppo spirituale, gioì dei suoi successi e gli diede saggi  consigli per compensare gli atteggiamenti autoritari del padre. Tuttavia Dag non lasciò la casa paterna dopo la morte di sua madre, ma continuò a vivere con suo padre fino a quaranta anni, avendo già occupato per dieci anni l’alto e oneroso incarico di Segretario permanente, Presidente della Banca di Svezia, incaricato e, poi, esperto finanziario del Ministero degli Esteri.

Sten Hammarskjöld ha scritto alcune note biografiche una delle quali può dare una prima vaga conoscenza di suo fratello più giovane. La scena descritta probabilmente ebbe luogo durante il soggiorno a Copenhagen, quando il loro padre era lì come ministro svedese:

“ Proprio quando stavo per uscire, Erna, la nostra nutrice, giunse con il mio fratellino e lo mise nella carrozzina per portarlo al parco. Quando vidi come era dolce disteso lì e sorrideva tutto con la sua rosea piccola faccia, dimenticai ciò che stavo per fare e  andai con Erna e il bambino. Amavo così tanto quella allegra piccola creatura. Quando Erna mise la carrozzina vicino ad un graticcio di rose e camminava a poca distanza, salìì su una delle ruote per baciarlo, ma la carrozzina si capovolse ed io scappai via spaventato. Erna mi vide: l’avrebbe detto alla mamma?”


Il castello di Uppsala

Il castello di Uppsala fu la vera casa di Dag durante la sua fanciullezza. Arrivò qui quando aveva due anni e vi restò fino all’età di venticinque, quando suo padre, dopo alcuni anni di proroga, lasciò definitivamente la carica di Governatore.

Il castello di Uppsala è uno dei più grandi castelli svedesi, e vi fu un periodo in cui i suoi interni potevano rivaleggiare in magnificenza con qualunque altro castello in Europa. I lavori in stucco nella cappella e nella sala di stato potevano competere con quelli del castello di Güstrow nel Mecklenburg. La sua costruzione risale al 1545 sotto Gustavus Vasa. Originariamente fu progettato a forma di un rettangolo con quattro torri circolari agli angoli, ma solo due di queste vennero costruite. Esso fu molto sfarzoso sotto la regina Cristina. Più tardi fu circondato da uno dei più importanti giardini in Europa, progettato da un grande botanico e fisico, Olov Rudbeck, scopritore dei vasi linfatici, uno degli uomini più colti del suo tempo. Fuoco e incuria, tuttavia, distrussero molto della sua magnificenza. Dopo che la famiglia Hammarskjöld lo lasciò,venne restaurata la grande sala di stato come parte di un programma di assistenza alla disoccupazione destinato ad alleviare la povertà del 1930. I lavori furono assegnati all’architetto Ragnar Östeberg, progettista del Palazzo Comunale di Stoccolma.

Quella che è ora la Sala di stato, dove il governo salutò gli ospiti di tutto il mondo dopo il funerale di Dag, era un luogo piacevole perché un bambino vi giocasse, con muri spessi otto piedi e ogni sorta di misteriosi ripostigli. Nelle torri vi erano le sale rotonde per i pranzi ufficiali e le camere per le riunioni del Consiglio cittadino, che il Governatore usava anche per i ricevimenti. In una parte separata del castello vi erano prigioni sotterranee, che sussurravano nelle giovani orecchie racconti fantastici di tempi violenti e faide reali. Qui Dag e i suoi compagni di giochi fecero emozionanti esplorazioni, e quando era ragazzo poteva ancora convincere qualche amico a lasciare la sala da ballo e il buffet per andare con lui nel  labirinto dei passaggi del vecchio castello.


Idillio familiare

Sten Hammarskjöld racconta un allegro episodio della sua infanzia, quando il loro padre partecipava alle feste familiari:

“ Quando alla fine dell’autunno, in  un mattino di dicembre meravigliosamente freddo con molta neve mi era consentito di andare con mio padre a scegliere l’albero di Natale, sapevo che questo era il primo di altri magnifici giorni che culminavano alla vigilia di Natale, quando egli  tagliava la gigantesca forma di formaggio che la Dairy Association mandava puntualmente al suo presidente, e poi ci si riuniva nella sala da pranzo  intorno ad un grande tavolo apparecchiato alla maniera antica. Mio padre voleva che tutte queste occasioni fossero festeggiate nel modo in cui era stato abituato fin da giovane, e così nella nostra casa nell’Uppland venivano rispettate le tradizioni dello Småland.

Questo era particolarmente in evidenza alla vigilia di Natale, quando la famiglia e la servitù si riuniva attorno al grande albero e mia madre leggeva il servizio religioso. Conservammo sempre la tradizione pasquale di scrivere versi sulle nostre uova, prima che fossero messe a bollire, e andare alla vigilia di mezza estate in una carrozza aperta in qualche luogo gradevole dove i colori e il profumo dei fiori facevano apprezzare l’estate svedese al suo culmine.


Fanciullezza

Dag Hammarskjöld amò l’estate svedese durante tutta la sua vita. Da ragazzo la conobbe sia a Uppsala sia nel Sörmeland, nella tenuta del padre del suo amico Bo Tigerschiöld. Qui i due ragazzi collezionavano piante e insetti e andavano a caccia di farfalle. Una volta catturarono persino un esemplare della rara Limenitis Populi, che scoprirono un giorno in un mucchio di escrementi di cavallo nel parco. Questo stesso amico, ora capo ingegnere al Degerfors Iron Works, ha riferito come una volta chiese a Dag che cosa fosse un idillio, ed egli, che allora aveva otto o nove anni, pensò un pò e poi scrisse in un quaderno: “Un idillio è un agnello con un nastro blu e una campana.” Bo Tigerschiöld conservò questo quaderno per anni.


L’arcivescovo Natham Söderblom

Nel 1914, l’anno in cui Hjalmar Hammarskjöld divenne primo ministro, Natham Söderblom divenne arcivescovo di Uppsala. Dieci anni più tardi cominciò il Concilio Ecumenico che si riunì a Stoccolma quando i leaders delle Chiese protestanti e ortodosse convennero da tutto il mondo. Natham Söderblom fu anche in larga misura responsabile del riavvicinamento tra la Chiesa di Inghilterra e la Chiesa di Svezia, e anche della collaborazione tra la Chiesa svedese e la Chiesa Evangelica tedesca. Egli fu anche membro dell’Accademia e condivise con il figlio del suo amico, Dag, l’onore di ricevere il premio Nobel per la pace, che gli venne assegnato nel 1930, l’anno prima della sua morte.

Le persone che il giovane Dag incontrò nella sua casa ad Uppsala, furono per lo più rappresentanti della cultura e dell’amministrazione dello Stato, ma al castello venivano anche visitatori del grande mondo: Ras Taffari, il futuro imperatore dell’Etiopia, Rabindranath Tagore, premio Nobel, Sundar Singh e moltri altri.

Jan Söderblom, figlio dell’arcivescovo, che fu un grande amico del giovane Dag, riferì che non solo era il più dotato della sua classe, ma un buon compagno che rimase decisamente fedele ai suoi amici per tutta la sua vita. Come ragazzo era del tutto naturale, un compagno di giochi divertente e un amico piacevole.