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Sten Soderberg – Hammarskjöld: Una Biografia Illustrata

Translated from HAMMARSKJOLD, first published in English by Thames & Hudson Ltd © 1962 Thames & Hudson Ltd, London. All rights reserved. Traduzione italiana del testo […]

La nomina a Segretario generale

Tryvge Lie. Il 9 aprile 1953 all’aeroporto di New York, Trivge Lie, suo predecessore, diede il benvenuto a Dag Hammarskjöld con queste parole: “Stai per […]

Primi passi come Segretario generale

A New York Le prime parole che rivolse ai funzionari nel palazzo delle Nazioni Unite a Manhattan, che era stato appena finito e dove al […]

La Filosofia del Segretario Generale

La Filosofia di un Segretario generale L’artista Bo Beskow ha pubblicato alcune lettere di Hammarskjöld. In una lettera datata 12 novembre 1955 scriveva: “Dov’è il […]

La Famiglia

La famiglia Il padre di Dag era a capo di uno dei più antichi gruppi familiari svedesi, che si era formato nel 1611. La sua […]

La Madre e la Fanciullezza

Sua madre Il rapporto tra Dag e sua madre Agnes fu profondo e felice. Si disse che dopo Dio essa lo adorasse sopra ogni cosa. […]

Gli studi

L’esame per l’Università Nel 1923 quando aveva diciassette anni Dag sostenne l’esame e passò all’università. Quando il padre conobbe il risultato, corrugò il naso e […]

Il primo incarico e la filosofia del civil servant

La Commissione per la disoccupazione La Commissione per la disoccupazione non ebbe mai un qualche significato pratico. Gli eventi la superarono. Il report della commissione […]

L’OEEC a Parigi

Ministro senza portafoglio L’articolo era apparso in Tiden quando aveva prestato giuramento come Ministro senza portafoglio diventando il sedicesimo membro del Gabinetto con l’incarico  di […]

La fotografia e gli interessi letterari

La fotografia Hammarskjöld si ristabiliva all’aria aperta, in bicicletta o scalando  le montagne. Quando era un ragazzo il suo amore per la natura si manifestava […]

La Cina e Suez

Cina Alla fine del 1954 l’Assemblea generale chiese al Segretario generale di provare ad ottenere il rilascio di undici aviatori americani che la Cina comunista […]

La rielezione

La rielezione Queste due crisi lo misero così in conflitto con tre dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza che, tuttavia nel settembre 1957, all’unanimità […]

Il Nepal e l’Himalaya

Invito dal Nepal Nella primavera del 1960 il re Mahendra e la regina Ratna del Nepal incontrarono il Segretario generale a New York e lo […]

La stanza di meditazione

La Stanza di meditazione Poiché credeva  che tutti coloro che lavoravano alle Nazioni Unite e che tenevano il destino dei popoli nelle loro mani, avessero […]

Il suo credo

L’ammirazione per Schweitzer Che cosa era la forza che lo guidava? Nell’articolo che scrisse per Tiden nel 1951 faceva riferimento al pensiero di Albert Schweitzer […]

L’indipendenza del Congo e Lumumba

L’Africa Fin dal primo momento in cui aveva assunto l’incarico Hammarskjöld era consapevole che i problemi africani richiedessero un’attenta osservazione. Il fatto che, mentre nel […]

La situazione in Congo precipita

Lumumba diventa autoritario Lumumba era scontento, anzi furente. Voleva che le truppe delle Nazioni Unite venissero messe a sua disposizione. Hammarskjöld tentò di vederlo il […]

L’ultimo tentativo di negoziare

La fiducia delle Nazioni Unite per Hammaskjöld Fu presentata una risoluzione per chiedere le sue dimissioni e per il disimpegno  dal Congo delle Nazioni Unite, […]

Le onoranze funebri e il premio Nobel

La reazione del mondo                   La reazione del mondo, eccetto quei paesi che avevano duramente contrastato Hammarskjöld, fu di shock e di dolore, insieme  a […]

Cronologia

1905. Dag Hjalmar Agne Hammarskjöld nasce il 29 luglio a Jönköping, il quarto e più giovane figlio dell’allora presidente del Gota Court of Appeal, Hjalmar […]

Note su Personaggi e Istituzioni citate

AdoulaCyrille (Léopoldville, 13 settembre 1921 – Losanna, 24 maggio 1978). Primo mini- stro della Repubblica Democratica del Congo dall’agosto 1961 al giugno 1964. Il 5 ottobre 1958 fondò il Movimento Nazionale Congolese insieme a Joseph Ileo e a Patrice Lumumba, ma si […]

Note su Personaggi e Istituzioni citate

  1. AdoulaCyrille (Léopoldville, 13 settembre 1921 – Losanna, 24 maggio 1978). Primo mini- stro della Repubblica Democratica del Congo dall’agosto 1961 al giugno 1964.
    Il 5 ottobre 1958 fondò il Movimento Nazionale Congolese insieme a Joseph Ileo e a Patrice Lumumba, ma si distaccò da quest’ultimo l’anno successivo assumendo una posizione moderata. Nell’agosto 1961 fu nominato Primo ministro e, con l’aiuto decisivo delle Nazioni Unite, ottenne la fine della secessione del Katanga attraverso il patto di Kitona del 21 dicembre 1961. Si dimise il 30 giugno 1964.  Fu ambasciatore negli Stati Uniti e in Belgio, poi divenne ministro degli Esteri dal 1969 fino al 1970, quando si ritirò dalla politica.
  1. Beskow Bo (Djursholm, 13 febbraio 1906 – Mogata, 1 aprile1989),  artista e scrittore svedese. Ha studiato alla Royal Art Academy di Stoccolma, a Roma, a Parigi e in Portogallo. Ha fatto molti ritratti di uomini politici tra cui quelli di Hammarskjöld, di Tage Erlander ed Ernst Wigforss. Sono suoi i dipinti monumentali del palazzo delle Nazioni Unite a New York. Buon pittore di paesaggi ha fatto molte illustrazioni per i propri libri di viaggio. Ha scritto un libro di ricordi su Hammarskjöld.
  1. BuncheRalph (Detroit, 7 agosto 1903 – New York City, 9 dicembre 1971) politologo, accademico e diplomatico. Ha ricevuto nel 1950 il Premio Nobel per la Pace per il suo lavoro come mediatore delle Nazioni Unite in Palestina per la stipula dell’armistizio dopo la guerra del 1948 tra ebrei e arabi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale nel 1944, Bunche partecipò come consulente della delegazione degli Stati Uniti alla nascita delle Nazioni Unite alla Conferenza di Dumbarton Oaks  tenutasi a Washington, DC. Insieme a Eleanor Roosevelt il suo apporto  è stato considerato determinante nella creazione e nell’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ha continuato a lavorare per le Nazioni Unite, mediando in regioni lacerate da conflitti, tra cui il Congo, lo Yemen, il Kashmir e Cipro. E’ stato nominato Sottosegretario generale nel 1968. Fu un sostenitore attivo del movimento per i diritti civili partecipando nel 1963 alla Marcia su Washington, a Selma Montgomery e alla marcia in Alabama che ha contribuito al Voting Right Act del 1965.
  1. Cabot Lodge J. Henry (Nahant,5 luglio 1902 – Beverly, 27 febbraio 1985),  è stato senatore repubblicano del  Massachusetts e  ambasciatore degli Stati Uniti per le Nazioni Unite, il Vietnam del Sud, Germania Ovest e la Santa Sede (come rappresentante). E’ stato il candidato repubblicano a vice presidente della elezioni presidenziali del 1960  con Nixon. Lodge fu nominato ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite dal presidente Eisenhower nel febbraio 1953, e il suo ufficio elevato al rango di Cabinet-level. A differenza di suo nonno, che era stato un avversario principale della Società delle Nazioni, Lodge era favorevole alle Nazioni Unite come istituzione per la promozione della pace.
  1. En-lai Chou (Huai’an,5 marzo 1898 – Pechino, 8 gennaio 1976) è stato un importante dirigente del Partito Comunista Cinese. Nel 1949, con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, Chou diventò ministro degli esteri e capo del governo. Guidò la delegazione cinese alla Conferenza di Ginevra (1954) e nel 1955 alla Conferenza di Bandung. Abilissimo diplomatico, Chou fu responsabile, durante la guerra del Vietnam, del ristabilimento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d’America. Nel febbraio 1972 organizzò l’accoglienza del presidente statunitense Richard Nixon in Cina.

 

  1. Erlander Tage Fritiof (Ransäter, 13 giugno 1901 – Huddinge, 21 giugno 1985), uomo politico svedese, fu primo ministro dal 1946 al 1969. Il suo mandato come primo ministro ha coinciso con gli anni in cui lo stato sociale svedese è stato il cosiddetto “modello svedese”.
  1. Gromyko Andrej (Homel’, 5 luglio 1909 – Mosca, 2 luglio 1989), è stato un politico e diplomatico sovietico. Fu Ministro degli Esteri dell’Unione Sovietica dal 1957 al 1985 e Presidente del Praesidium del Soviet Supremo dal 1985 al 1988. La sua lunga esperienza diplomatica fu generalmente considerata parte indispensabile delle relazioni Est-Ovest anche nei momenti di massima tensione. Nel 1943 divenne ambasciatore in USA, incarico che ricoprì fino al 1946 quando fu nominato ambasciatore alle Nazioni Unite, carica che mantenne fino al 1949. Fra il 1952 e il 1953 fu ambasciatore nel Regno Unito. Nel 1956 entrò a far parte del Comitato Centrale del PCUS. Nel 1957 divenne Ministro degli Esteri dell’URSS, incarico che ricoprì fino al 1985. Nel 1973 divenne membro del Politburo. Nel 1985 fu nominato Presidente del Presidium del Soviet Supremo, incarico che ricoprì fino al 1988, anno in cui fu messo a riposo.
  1. Hoppenot Henry (Parigi, 25 ottobre 1891 – Parigi, 10 agosto 1977), diplomatico francese. Nel 1914 entrò nell’Ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri  dove conobbe Alexis Leger (Saint-John Perse in letteratura), con cui  mantenne una amicizia per più di 60 anni e di cui restano tracce in una fitta corrispondenza. Fu ambasciatore a Pechino  nel 1933 e dal 1952 al 1955. E’ stato rappresentante permanente della Francia al Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite .
  1. Kasa-Vubu Joseph (Tshela, 6 marzo 1915 – Boma,  24 aprile 1969), primo presidente della odierna Repubblica democratica del Congo; è rimasto in carica dal 1960 al 1965. Quando il Congo ottenne l’indipendenza dal Belgio, Kasa-Vubu ne divenne il primo presidente mentre Patrice Lumumba era il Primo ministro. Nei successivi cinque anni ci furono una serie di governi deboli di cui Kasa-Vubu fu presidente. Nel luglio 1964 nominò primo ministro l’ex leader secessionista Moise Ciombe. Il 25 novembre 1965 Kasa-Vubu fu estromesso da un colpo di Stato ad opera dell’allora generale Mobutu Sese Seko, e venne posto agli arresti domiciliari.
  1. Krhuscev Nikita Sergeevič (Kalinovka,15 aprile 1894 – Mosca, 11 settembre 1971) è stato un politico sovietico. Dopo le lunghe lotte per il potere seguite alla morte di Stalin (1953) divenne il leader dell’Unione Sovietica. Fu Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS) (in carica dal 1953 al 1964) a denunciare pubblicamente i crimini di Stalin dando avvio alla cosiddetta “destalinizzazione”, e anche il primo leader sovietico a visitare gli Stati Uniti il 15 settembre 1959, paese con cui intese stabilire un rapporto di pacifica coesistenza.

 

  1. Lie Trygve Halvdan (Oslo,16 luglio 1896 – Geilo, 30 dicembre 1968), politico norvegese. Rappresentante del partito laburista, ebbe numerosi incarichi governativi a partire dal 1935 ed in particolare, dopo l’invasione tedesca della Norvegia nell’ aprile del 1940, fu ministro degli Esteri del governo norvegese in esilio tra il 1940 ed il 1945. Dal 1º gennaio 1946 al 10 novembre 1952 ha ricoperto la carica di Segretario generale delle Nazioni Unite. Ritiratosi a vita privata, morì a Geilo il 30 dicembre 1968.
  1. LinnerSture (Solna, 15 giugno 1917  – Stoccolma, 25 marzo 2010). Dopo aver lavorato in varie posizioni manageriali presso le più importanti aziende internazionali svedesi, per la sua conoscenza di affari internazionali fu nominato nel 1960 capo dell’Operazione delle Nazioni Unite in Congo (ONUC) dal Segretario Generale. Era a bordo dell’aereo con Dag Hammarskjöld, che, all’ultimo momento, decise che Linner dovesse rimanere a Kinshasa.
  1. Lumumba Patrice. (Onalua, 2 luglio 1925 – Katanga, 17 gennaio 1961) è stato un politico della Repubblica Democratica del Congo. Frequentò una scuola cattolica a Onalaua, poi una scuola protestante. Lavorò come impiegato in una società mineraria, poi come giornalista. Nel 1958 Lumumba creò a Léopoldville il Movimento Nazionale Congolese (MNC), e in questa veste partecipò alla conferenza panafricana di Accra. Il MCN divenne MNCL, Movimento Nazionale Congolese di Liberazione, vinse con i suoi alleati le elezioni organizzate per maggio e il 23 giugno 1960  divenne il Primo ministro della Repubblica Democratica del Congo indipendente e fu lui a pronunciare lo storico “discorso dell’indipendenza”. Il Belgio sostenne, però, la secessione del Katanga guidata da Mosè Kapenda Tschombe. A settembre, il presidente Joseph Kasa-Vubu revocò Lumumba e gli altri ministri nazionalisti. Lumumba dichiarò che sarebbe rimasto in carica e su sua richiesta il parlamento, acquisito alla sua causa, revocò il presidente Kasa-Vubu. In dicembre il colonnello Mobutu, succeduto a Kasa-Vubu, con un colpo di Stato fece arrestare Lumumba mentre passava il fiume Sankuru, e lo trasferì al campo militare di Thysville. Il 17 gennaio 1961, Lumumba e due suoi fedeli (Mpolo e Okito) furono trasferiti in aereo a Elisabethville (l’attuale Lubumbashi), in Katanga. Furono giustiziati la sera stessa alla presenza di Tshombe, Munongo, Kimba e di altri dirigenti del Katanga secessionista.
  1. McCarthy Joseph (Grand Chute, 14 novembre 1908 – Bethesda, 2 maggio 1957)  politico statunitense, senatore Repubblicano per il Wisconsin dal 1947 al 1957. McCarthy divenne famoso per le sue accuse di appartenenza al Partito Comunista  o di generiche simpatie comuniste rivolte a dipendenti del Governo federale e in particolare a funzionari del Dipartimento di Stato, ma anche a funzionari americani delle Nazioni Unite.  Da lui ha origine il termine maccartismo per indicare il clima politico degli Stati Uniti dei primi anni ’50. Fu sostituito come presidente della commissione d’inchiesta  il 2 dicembre 1954, quando il Senato lo condannò formalmente con un voto di 67-22 per comportamento “contrario alle tradizioni del Senato,” ponendo fine all’era del maccartismo.
  1. Myrdal Gunnar (Gustafs,6 dicembre 1898 – Danderyd, 17 maggio 1987), economista e politico svedese, vincitore del Premio Nobel per l’ Economia nel 1974 insieme a Friedrich von Hayek. Si laureò alla Facoltà di Legge dell’Università di Stoccolma nel 1923 e ottenne il dottorato in Economia nel 1927. Fu membro socialdemocratico del Parlamento svedese dal 1933 e Ministro del commercio dal 1945 al 1947 nel governo di Tage Erlander.
  1. Mobutu Joseph-Désiré (Lisala,14 ottobre 1930 – Rabat, 7 settembre 1997), è stato un politico e dittatore della Repubblica Democratica del Congo. Insediato e sostenuto soprattutto da Belgio e Stati Uniti, organizzò un regime autoritario, accumulando enormi ricchezze personali e tentando di ripulire il paese da tutte le influenze coloniali, ricevendo un forte supporto statunitense nelle sue posizioni anti-comuniste. Durante la crisi del Congo del 1960, Belgio e CIA aiutarono Mobutu ad attuare il colpo di Stato contro il governo di Patrice Lumumba. Mobutu divenne allora Capo di Stato Maggiore. Raggiunse il potere nel novembre 1965 dopo aver deposto il presidente Joseph Kasa-Vubu con un secondo colpo di Stato. Come parte del suo programma di “autenticità nazionale” fece cambiare  nel 1971 il nome dello stato da Congo a Zaire e il suo nome divenne Mobutu Sese Seko nel 1972. Durante il suo regime creò un sistema statale fortemente centralizzato e accumulò moltissime fortune attraverso lo sfruttamento dell’economia e la corruzione, tanto che il suo  sistema è stato definito cleptocrazia. Nel 1991 il deteriorarsi dell’economia e le sommosse lo convinsero a condividere il potere con i leader dell’opposizione, anche se usò la forza delle armi per evitare il cambio di regime fino al 1997, quando le forze ribelli guidate da Laurent Kabila lo espulsero dal paese.

 

  1. Gamāl ʿAbd al-Nāṣer Ḥusayn (Alessandria d’Egitto 1918-Il Cairo 1970), presidente della Repubblica egiziana dal 1954 al 1970. Entrò nell’esercito e prese parte al movimento clandestino dei Liberi ufficiali che misero in atto un colpo di Stato il 23 luglio 1952, che portò all’esilio del re e all’insediamento di un regime rivoluzionario.  Nel 1954 fu alla guida del Consiglio del direttivo della rivoluzione. Nel 1955 aderì al movimento dei Paesi non allineati durante la Conferenza di Bandung, nella quale fu investito del ruolo di guida del movimento anti-imperialista nel continente africano. Nel 1956, divenuto capo dell’Unione nazionale, il partito unico rivoluzionario, annunziò la nazionalizzazione del Canale di Suez. Nel 1958 fu attuata l’unione con la Siria che però nel 1961 si ritirò dall’unione. Nel 1962 iniziò l’impegno militare egiziano nello Yemen, dove un colpo di Stato militare aveva rovesciato la monarchia. La guerra con Israele scoppiò nel giugno 1967. Dopo il cessate il fuoco, accettato il 9 giugno, Nasser fu costretto ad ammettere pubblicamente la sconfitta, che comportò la perdita del Sinai e la chiusura del Canale. L’annuncio delle sue dimissioni fu seguito da vastissime manifestazioni di sostegno al leader sconfitto, che riprese il suo posto, in una situazione di grave crisi politica e militare.
  1. Pearson Lester (Newtonbrook, 23 aprile 1897 – Ottawa, 27 dicembre 1972) politico canadese. Ebbe un ruolo importante nella fondazione delle Nazioni Unite  e della NATO. Nel 1956 insieme a Gaetano Martino e Halvard Lange, (rispettivamente Ministri degli esteri di  Italia e Norvegia) è stato  uno dei tre «saggi» della NATO autori del rapporto sui compiti dell’Alleanza Atlantica nella sfera civile. Nel 1957, Pearson fu insignito del Premio Nobel per la pace per il suo ruolo nella risoluzione della crisi di Suez attraverso le Nazioni Unite. Il comitato di selezione ritenne in particolare che, con le sue azioni, egli avesse “salvato il mondo”. La Forza di Emergenza delle Nazioni Unite fu una creazione di Pearson, considerato il padre dell’idea moderna di peacekeeping.
  1. Ranallo Bill (Pennsylvania, 21 febbraio 1922 – Ndola, 18 settembre 1961), assistente personale del Segretario generale Dag Hammarskjöld. Era a bordo del Dc-6B quando esplose nei pressi di Ndola, nell’attuale Zambia.
  1. Sandrew Anders ( Vendel, 13 marzo1885  – Stoccolma, 12 ottobre 1957) , è stato il fondatore di cinema e teatri del gruppo Sandrew  diventando  uno tra i più grandi imprenditori nel settore dello spettacolo.
  1. Schweitzer Albert (Kaysersberg,14 gennaio 1875 – Lambaréné, 4 settembre 1965) fu  medico, musicista, filantropo, filosofo, biblista, missionario, teologo. Si laurea in Filosofia all’Università di Strasburgo nel 1899 e ottiene la libera docenza in Teologia nel 1902. Nel 1911 si laurea anche in medicina e a Parigi si specializza in malattie tropicali. Dopo la laurea in medicina si trasferisce a Lambaréné, nell’Africa equatoriale francese (attuale Gabon), in veste di medico missionario, costruendovi un ospedale con le sue sole forze. In piena Prima Guerra Mondiale, a causa della sua nazionalità tedesca, è tenuto prigioniero in Francia tra il 1917 e il 1918. In questo periodo scrive una storia della civiltà in chiave filosofica in cui afferma che la decadenza della civiltà moderna è dovuta alla mancanza di un’etica dell’amore, e suggerisce la diffusione di una filosofia fondata su ciò che egli definisce “rispetto per la vita”, concetto che a suo parere andrebbe esteso a qualunque forma vivente. Nel 1952 gli viene assegnato il premio Nobel per la pace.
  1. Sobolev Arkady (Mosca, 1 gennaio 1903 – Mosca, 1 gennaio 1964), diplomatico, ambasciatore sovietico alle Nazioni Unite dal 1955 al 1960. Specialista in diritto internazionale è stato anche sottosegretario per la sicurezza e gli affari politici tra il 1946 e il 1949 e ambasciatore sovietico in Polonia dal 1951 al 1953.
  1. SoderblomNathan (Trönö, 15 gennaio 1866 – Uppsala, 12 luglio1931), arcivescovo luterano, teologo e storico delle religioni svedese. La sua leadership del “Christian Life and Work ” nel 1920 lo ha portato a essere riconosciuto come uno dei principali fondatori del movimento ecumenico. Soderblom è stato determinante nell’organizzare  la Conferenza Mondiale di vita e di lavoro a Stoccolma nel 1925. Fu Arcivescovo della Chiesa di Svezia a Uppsala  e vincitore del premio Nobel per la pace nel 1930.
  1. Stolpe Sven (Stoccolma, 24 agosto 1905 – Filipstad, 26 agosto 1996), scrittore, traduttore, giornalista, studioso di letteratura svedese e critico. Fu attivo nella vita intellettuale svedese per la maggior parte della sua vita. Nei primi anni 1930, ha sostenuto l’internazionalismo e ha parlato contro l’estetismo, ma era anche parte del gruppo di Oxford  che ha sostenuto la necessità di “ri-armamento morale e spirituale” e più tardi, nel 1947, è diventato cattolico. Tra la sua produzione letteraria vi è un lavoro sulla regina Cristina di Svezia che abdicò a causa della sua conversione al cattolicesimo e che è stato pubblicato nel 1959.
  1. Sucksdorff Arne (Stoccolma, 3 febbraio 1917 – Stoccolma, 4 maggio 2001), regista, sceneggiatore, fotografo e documentarista. Sucksdorff studiò arte e cinema a Berlino. Terminati gli studi, vinse numerosi concorsi fotografici. Feceb il suo debutto cinematografico con il film d’animazione nel 1940. Al suo cortometraggio Popolo della Città (1947) è stato assegnato l’Oscar nel 1949,  il primo Oscar per un cortometraggio e il primo dei  film svedesi. Il suo primo lungometraggio fu  La grande avventura del 1953. Si trasferì a metà degli anni 1960 in Brasile, dove ha girato il film La mia casa è Copacabana (1965) per il quale è stato assegnato un Guldbagge .

 

  1. Tshombe (italianizz. Ciòmbe), Moïse (Musumba, Katanga, 1919 – Algeri 1969). Di famiglia benestante, membro (1951-54) del consiglio provinciale del Katanga, nel 1959 divenne presidente della Confederazione delle società tribali del Katanga, partito sostenuto dai Lunda e dai Belgi, proprietarî delle ricche miniere della regione. Nel luglio 1960, pochi giorni dopo la proclamazione d’indipendenza dell’ex Congo Belga, Tshombe, proclamò la secessione del Katanga. Eliminato Lumumba, con l’assistenza finanziaria e militare belga e di mercenarî bianchi Tshombe tenne testa al governo congolese per quasi tre anni. L’intervento di truppe dell’ONU (genn. 1963) e la mancanza di riconoscimento internazionale alla repubblica katanghese lo indussero a fuggire in Spagna. Richiamato in patria dal presidente  Kasavubu per guidare un esecutivo di unità nazionale (1964), dovette affrontare una rivolta scoppiata nella regione orientale del paese, repressa col ricorso a mercenarî e soldati belgi. Accusato di perseguire una politica di parte e di voler rovesciare il presidente, nel 1965  fu destituito e riparò nuovamente in Europa. Condannato a morte in contumacia, nel 1967 fu rapito, condotto in Algeria e ivi detenuto sino alla morte.
  1. Vishinsky Andrey  (Odessa, 10 dicembre 1883 – New York, 22 novembre 1954) è stato un politico dell’URSS, giurista e diplomatico. Fu  pubblico ministero di Stalin nei  processi di Mosca e nei processi di Norimberga.  Ministro degli Esteri sovietico dal 1949 al 1953, dopo aver servito come Vice Ministro degli Esteri sotto Vyacheslav Molotov dal 1940. Ha inoltre diretto l’ Istituto di Stato e Diritto  dell’Accademia Sovietica delle Scienze. Dal 1953 al 1954 fu rappresentante permanente dell’Unione Sovietica alle Nazioni Unite .
  1. Wigforss Ernst (Halmstad, 24 gennaio 1881 – Båstad, 2 gennaio 1977), politico svedese e linguista (dialettologo), membro del Partito Social Democratico dei Lavoratori, e ministro delle Finanze. Wigforss divenne uno dei principali teorici nello sviluppo del movimento socialdemocratico svedese con i suoi scritti sulla democrazia industriale e l’autogestione dei lavoratori. Fu ideologicamente vicino alle idee della Fabian Society e della Corporazione del socialismo ispirato da R.H. Tawney, L.T. Hobhouse e J.A. Hobson. E’ stato direttore della rivista Tiden negli anni  1922-1924, 1929-1932 e 1936.
  1. Piano Marshall. Il Piano prese il nome da Segretario di Stato George Marshall che lo annunciò il 5 giugno 1947. Esso faceva seguito alla attuazione del Piano per la ripresa europea (in inglese European recovery program, abbreviato in ERP), fu  uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Lo European Recovery Program (ERP) previde uno stanziamento di poco più di 17 miliardi di dollari per un periodo di quattro anni con l’obiettivo di favorire una prima integrazione economica nel Continente. Contestualmente nacque anche l’Organization for European Economic Cooperation (OEEC, in italiano OECE), che fu un organismo sostanzialmente tecnico in cui gli economisti inviati da Washington cercarono di spingere gli europei ad utilizzare gli aiuti per avviare un processo di trasformazione strutturale dell’economia dei loro Paesi.